I cinque ambiti di Verona

La vita del seminario è animata da 5 gruppi di interesse, corrispondenti ai 5 ambiti del Convegno ecclesiale di Verona.

Il gruppo “Affettività” si occupa di animare la vita del Seminario attraverso la realizzazione di due opere di misericordia: visitare i carcerati e vivere la dimensione escatologica della Chiesa. In merito alla prima opera di misericordia, già da alcuni anni, i seminaristi si occupano di prestare il loro servizio di volontariato presso l’Istituto di detenzione ICATT di Eboli, attraverso incontri settimanali e percorsi di collaborazione. In merito alla seconda opera di misericordia, il gruppo ha il compito di animare e proporre iniziative che riguardano la preghiera di suffragio per i defunti. In particolare il gruppo si occupa di tener fede all’importante e doveroso compito di pregare per i benefattori deceduti, che con il loro impegno e i loro sacrifici hanno sostenuto la realtà del Seminario. Specialmente nel mese di novembre e nei periodi forti, viene celebrata una santa Messa in suffragio per i benefattori e i genitori dei seminaristi defunti.

Il gruppo “Lavoro e Festa” coordina le opere di misericordia del “dare da mangiare agli affamati e dare da bere agli assetati”. Quest’attività di servizio viene vissuta presso la mensa caritativa dell’associazione “Caterina ONLUS” dove, insieme ai volontari, si presta assistenza a tante persone che vivono una situazione di indigenza e di povertà tale da non potersi permettere un pasto caldo. Attraverso questa esperienza di donazione, si riesce ad avere contatto con quella “carne di Cristo” che non ha nulla per sopravvivere, non solo dal punto di vista materiale, ma anche e soprattutto spirituale. Infatti i seminaristi sono chiamati non solo ad aiutare i volontari a dar mangiare agli ospiti, ma in special modo ad accoglierli, a scambiare qualche parola con loro, a costruire relazioni nella consapevolezza che Cristo è presente in loro. Oltre a vivere questa opera di misericordia, il gruppo si occupa nella vita del seminario della preparazione dei momenti liturgici (novena dell’Immacolata, novena del Santo Natale, Via Crucis quaresimale), dell’organizzazione dei momenti di festa comunitari (cenone natalizio, agape fraterna, festa delle famiglie) e di alcune attività manuali (raccolta delle olive e delle arance).

Il gruppo “Fragilità” si propone di animare la vita di seminario con l’attenzione verso il mondo della sofferenza. Infatti, l’opera di misericordia affidata a tal gruppo è proprio quella di visitare gli ammalati. I seminaristi settimanalmente, affiancando i cappellani dell’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno, si recano in ospedale. Quella dell’ospedale è un’esperienza molto forte che ci permette di toccare con mano la realtà della sofferenza di tanti nostri fratelli, che hanno bisogno di una parola di consolazione e di tenerezza; un’esperienza che ci permette di conformare la nostra vita a Cristo medico delle anime e dei corpi. Tante sono le storie, i volti e le difficoltà che convertono il nostro modo di vedere le cose e di entrare nella realtà del ministero sacerdotale, consapevoli che siamo chiamati a prenderci cura della fragilità.

Il gruppo “Tradizione” ha il compito di assistere le famiglie in difficoltà attraverso la preparazione e la consegna del sostegno del Banco Alimentare. Questa attenzione verso il prossimo in difficoltà è stata vissuta in particolar modo coinvolgendo l’intera comunità del Seminario nell’iniziativa “Avvento di Carità” attraverso la raccolta di prodotti tipici del Natale e l’acquisto di giocattoli per i bambini delle famiglie sostenute. Si è cercato di valorizzare i differenti carismi nella realizzazione del presepe natalizio e allestendo all’ingresso del seminario un grande albero di Natale. In Quaresima il gruppo si è occupato della raccolta per il Banco Alimentare presso i supermercati della zona. Una delle responsabilità del gruppo è la cura della comunicazione mass-mediatica del seminario attraverso l’aggiornamento puntuale del sito internet e la realizzazione dell’annuario.

Il gruppo “Cittadinanza” è chiamato a vivere la misericordia mediante l’opera dell’ospitare i pellegrini. I seminaristi si sono prodigati collaborando con i volontari che, presso la casa dei missionari Saveriani, accolgono i “senza fissa dimora”. Tale attività è stata ancora più preziosa visto il gelido inverno che ha colpito la città di Salerno non pronta a soccorrere quanti non hanno un tetto durante le fredde notti e che pertanto rischiano anche la morte. Altro settore, in cui il gruppo offre il suo contributo, è il Gamis (Gruppo Animazione Missionaria in Seminario). In quest’ultimo ambito i seminaristi personalmente e/o insieme si sono impegnati nel sensibilizzare tutto il seminario a vivere la dimensione missionaria, perché “la Chiesa o è missionaria, o non è”. Culmine del servizio è stato l’incontro con padre Tarcisio Foccoli, missionario della Consolata, che con i suoi 78 anni ci ha trasmesso tutto l’entusiasmo della sua esperienza in Sud Africa tra i fratelli Zulu.