La Chiesa italiana, testimone di un nuovo umanesimo: a due anni dal convegno ecclesiale di Firenze

Lo scorso 23 novembre, nell’auditorium del seminario metropolitano di Salerno, si è svolta la cerimonia di
apertura del nuovo anno accademico con la prolusione dal tema “La chiesa italiana testimone del nuovo
umanesimo: a due anni dal convegno di Firenze”.
A tale appuntamento è stato invitato a relazionare, S. E. Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della
CEI. Erano presenti anche S. E. Mons. Luigi Moretti, Arcivescovo metropolita di Salerno-Campagna- Acerno e
i vescovi delle rispettive diocesi suffraganee. Don Gerardo Albano, rettore del seminario metropolitano di
Salerno “Giovanni Paolo II”, ha salutato i convenuti e in particolare il relatore. Infine, don Angelo Barra,
prefetto degli studi ha introdotto alla prolusione e il professore Armando Lamberti, in rappresentanza del
rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra
le due realtà accademiche.
Con il suo intervento, Sua Eccellenza, ha voluto ribadire alcuni concetti fondamentali per la vita del cristiano
di oggi. Al primo posto lo sguardo fisso su Cristo come risposta alla domanda “da dove partono le scelte
che facciamo?”. Già Papa Francesco al convegno di Firenze, ha ricordato il vescovo Galantino, ha invitato i
fedeli a fissare lo sguardo su Cristo. Da lì, tutto ciò che facciamo o possiamo fare nella chiesa e per la chiesa
acquista significato. E’ nello specchiarci in Cristo che l’uomo può rinnovarsi nella fede e trovare sempre la
novità del Vangelo.
“Gesù Cristo può anche rompere gli schemi noiosi nei quali pretendiamo di imprigionarlo”. EG 11
Il nuovo umanesimo che la chiesa ci invita a vivere, ha specificato con forza Galantino, si trova
camminando insieme alle persone. Si tratta, quindi, di vivere concretamente le cinque vie di Firenze.
Soprattutto: USCIRE dalla retorica, dai luoghi comuni e dal politicamente corretto, anzitutto per metterci in
ascolto e ANNUNCIARE che l’uomo non è solo! Ma necessitiamo di fare questo con la concretezza dei fatti e
non con l’inconsistenza delle nostre parole.
Di quale umanesimo la chiesa è chiamata a farsi testimone?
Una chiesa in costante dialogo, questa è l’immagine su cui il Vescovo Galantino ci ha invitato a meditare. La
chiesa, alimentando le capacità d’incontro e di dialogo, può ripensarsi – semper reformanda – per dialogare
sempre più efficacemente con la realtà d’oggi. Dialogare però non è negoziare, specifica Galantino, ma
paziente ricerca dell’unità. In questa unità, ad immagine della Trinità, la chiesa può vivere sempre più una
relazione generatrice nella quale ripensarsi alla luce di quell’eterna novità che è la Parola di Dio.
Al termine della prolusione i docenti hanno fatto pubblica professione di fede secondo la norma canonica.
Infine, S. E. Mons. Luigi Moretti e i vescovi della Metropolia hanno ufficialmente inaugurato l’anno
accademico, che, nell’impegno comune, si auspica sia proficuo e fruttuoso per tutti.

Michele De Luca
Pietro Squizzato