Il Papa ordina 10 nuovi sacerdoti, c’è anche don Nello Nappo

Don Nello Nappo è un giovane della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, che ha studiato al seminario Giovanni Paolo II di Pontecagnano Faiano.

«Non fate omelie troppo intellettuali, elaborate. Parlate semplice, parlate ai cuori così la predica sarà vero nutrimento. La parola senza esempio di vita non serve a niente: la doppia vita è una malattia brutta per la Chiesa». Lo ha detto Papa Francesco ai dieci nuovi preti ordinati in Vaticano domenica mattina. E ha aggiunto, a braccio: «Siete stati eletti dal Signore Gesù non per fare carriera ma per svolgere questo servizio»

Il Vescovo di Roma continua: «Siate gioiosi, siate pastori del popolo di Dio nella gioia, non dovete mai essere tristi: avete la gioia del servizio di Cristo, anche in mezzo alle sofferenze, alle incomprensioni, ai propri peccati, e per favore non siate signori, non siate chierici di Stato ma pastori del popolo di Dio». Perché, ha chiarito il Papa, «il presbitero che ha studiato molto e ha una, due o tre lauree, ma non ha imparato a portare la Croce di Cristo non serve a nessuno: sarà un buon accademico, un buon professore, ma non un buon sacerdote. Io vi chiedo per favore, in nome di Cristo e della Chiesa, di essere misericordiosi sempre, di non caricare sulle spalle dei fedeli pesi che non possono portare: Gesù rimproverò questo ai dottori della legge e li chiamò ipocriti». E poi l’invito a stare vicino agli ammalati: «Il compito forse noioso e anche doloroso, di andare a trovare chi soffre, fatelo voi. Si sta bene che vadano laici e diaconi, ma non trascurate di toccare la carne di Cristo negli ammalati, questo santifica voi vi avvicina a Cristo».

Sui temi toccati nell’omelia dell’ordinazione, Papa Francesco è tornato anche durante il Regina Coeli in piazza San Pietro, quando ha fatto affacciare al balcone con lui quattro dei nuovi sacerdoti: «Non è sempre facile distinguere la voce del pastore buono. C’è sempre il pericolo del ladro, del brigante e del falso pastore. Il gregge, che siamo tutti noi, ha come abitazione un ovile che serve da rifugio, dove le pecore dimorano e riposano dopo le fatiche del cammino. E l’ovile ha un recinto con una porta, dove sta un guardiano. Al gregge si avvicinano diverse persone: c’è chi entra nel recinto passando dalla porta e chi vi sale da un’altra parte. Il primo è il pastore, il secondo un estraneo, che non ama le pecore». E ha concluso: «State attenti, c’è sempre il rischio di essere distratti dal frastuono di tante altre voci. Oggi siamo invitati a non lasciarci distogliere dalle false sapienze di questo mondo, ma a seguire Gesù, il Risorto, come unica guida sicura che dà senso alla nostra vita. In questa Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, invochiamo la Vergine Maria: Lei accompagni i dieci nuovi sacerdoti che ho ordinato poco fa, e sostenga con il suo aiuto quanti sono da Lui chiamati, affinché siano pronti e generosi nel seguire la sua voce».