Laboratorio di Pastorale a Scampia 29-31 marzo 2017

Dal 29 al 31 marzo l’intera comunità del Seminario di Salerno ha vissuto una breve ma intensa esperienza pastorale a Scampia. Il laboratorio di pastorale è stato caratterizzato da due grandi momenti: uno riflessivo e l’altro pratico. La mattina padre Loris Piorar s.j. ha tenuto dei momenti di istruzione seguiti da condivisione nei vari gruppi e la Santa Messa.

Nel pomeriggio i seminaristi, accompagnati dai formatori e dai parroci del luogo, hanno toccato con mano la difficile realtà di Scampia e, suddivisi per gruppi, hanno visitato famiglie, hanno pregato con gli ammalati, hanno incontrato giovani, hanno ascoltato testimonianze ed hanno fatto visita al campo Rom.

Ad accompagnare i seminaristi in questi tre giorni sono state tre parole riguardanti il dono del discernimento: riconoscere, interpretare e scegliere; parole, queste, che sono contenute nel documento preparatorio per il sinodo dei giovani: “Ci concentriamo qui sul discernimento vocazionale, cioè sul processo con cui la persona arriva a compiere, in dialogo con il Signore e in ascolto della voce dello Spirito, le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato di vita. (…) Come vivere la buona notizia del Vangelo e rispondere alla chiamata che il Signore rivolge a tutti coloro a cui si fa incontro (…)

E qual è il campo in cui si possono mettere a frutto i propri talenti: la vita professionale, il volontariato, il servizio agli ultimi, l’impegno in politica? Lo Spirito parla e agisce attraverso gli avvenimenti della vita di ciascuno, ma gli eventi in se stessi sono muti o ambigui, in quanto se ne possono dare interpretazioni diverse. Illuminarne il significato in ordine a una decisione richiede un percorso di discernimento. I tre verbi con cui esso è descritto in Evangelii gaudium, 51 – riconoscere, interpretare e scegliere – possono aiutarci a delineare un itinerario adatto tanto per i singoli quanto per i gruppi e le comunità, sapendo che nella pratica i confini tra le diverse fasi non sono mai così netti”.